Cesario di Arles


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da Come il Padre ha amato me...
365 pensieri per l'anno sacerdotale
(Raccolta per autore)


Cesario di Arles


Linguaggio per tutti

Qualcuno dirà: io non ho memoria e mi manca l'eloquenza per proclamare la Parola di Dio. Temo che questa scusa non possa servire di difesa nel tremendo giudizio a noi che ben sappiamo come nostro Signore ha scelto ad annunciare la sua Parola non professori e retori, ma pescatori senza istruzione e custodi di greggi, del tutto poveri e spregevoli.
Parimenti, se si trova in qualche sacerdote un'eloquenza profana bella e del tutto ridondante (...) è certamente fuori luogo, se vorrà parlare in chiesa cosicché la sua esortazione non possa essere compresa da tutto il gregge del Signore, come conviene, ma il suo discorso raggiunga a malapena un esiguo numero di persone colte.
Per questo i vescovi devono predicare ai fedeli con un linguaggio semplice e comune che tutti possano intendere, facendo quanto l'apostolo dice: «lo mi sono fatto tutto a tutti, per guadagnare tutti», e secondo il santo e salutare consiglio del beato Gerolamo che dice: «Conviene che il sacerdote che predica, provochi più alla contrizione che al plauso».

Sermones 1,15
Come il Padre…, vol. II, Testimoni prima che maestri


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