Luigi Giussani

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da Come il Padre ha amato me...
365 pensieri per l'anno sacerdotale
(Raccolta per autore)


Luigi Giussani


La novità del Mistero
Siete membra gli uni degli altri
Amore "incomprensibile"


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La novità del Mistero

«Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto». Non stimate gli schemi della cultura dominante: bisogna stimare la sete e il grido della ricerca dell'uomo, non lo schema della sua cultura, in cui egli pretende di definire, ritenendosi "arrivato", le cose che lo pungolano. Non accettate gli schemi di questo secolo, ma trasformatevi in una metamorfosi continua, dove la categoria che domina è la novità, cioè l'avvenimento, un avvenimento continuo.
Trasformatevi rinnovando il vostro modo di misurare le cose, la vostra mente, il vostro modo di valutare, la vostra coscienza, onde discernere la volontà di Dio, onde percepire l'input che il Mistero dà al vostro istante, la spinta alla schiena, alle reni, la commozione del cuore che, nell'istante, il Mistero che opera attraverso lo Spirito, vi dà, onde, perciò, presentire e aderire a ciò che è veramente buono, gradito all'Essere, perfetto, fatto nella sua figura vera.

Parole ai preti, SEI, Torino 1996, p. 64
Come il Padre…, vol. I, Donati a Dio, in ascolto di Lui

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Siete membra gli uni degli altri

Se si è in classe, riconoscersi; se si è in officina, riconoscersi; se si è in una casa popolare, riconoscersi; se si è in parrocchia, riconoscersi: siete membra gli uni degli altri, se siete membra di Cristo. Questa è la frase più rivoluzionaria che si possa formulare: «siete membra gli uni degli altri». (...)
Così che l'uomo che Madre Teresa di Calcutta vede nella cloaca all'aria aperta, sporco, già un detrito, lei lo raccoglie come membro di Cristo, cioè suo, suo membro. E questo riconoscersi deve essere visto; se non è visto dagli altri non c'è, non è vero. Dev'essere visto, perché questa è la testimonianza a Cristo, questa è l'espressione prima dello struggimento verso Cristo.

Parole ai preti, SEI, Torino 1996, pp. 70-71
Come il Padre…, vol. II, Servi per amore

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Amore "incomprensibile"

La cosa più meravigliosa di Dio diventato uomo è che è morto per noi. (...) Uno capisce che deve risorgere, capisce la resurrezione, capisce questo inizio del possesso delle cose alla loro radice, che è l'ascensione al cielo, ma quello che non capirebbe, quello che non immaginerebbe, quello che non potrebbe mai supporre è che Dio sia morto per lui. E questo desta nell'uomo peccatore una commozione immensa.
«Simone, mi ami tu?». Non: «Hai sbagliato, mi hai tradito»; «Simone, mi ami tu?». Questa è la grande rivoluzione morale che il cristianesimo ha portato nel mondo: la morale è un amore che tenta di applicarsi, che supplica per potersi applicare, che invoca, che mendica.
«L'amore dimostratoci da Cristo ci strugge al pensiero che se uno è morto per tutti, è morto perché tutti non vivano più per se stessi, ma per Colui che è morto e risuscitato per noi». Così è ridetto, nella passione che mi preme il cuore, quello che tocca a me fare, sono richiamato all'ideale, mentre mi struggo perché l'ideale avvenga negli altri.

Parole ai preti, SEI, Torino 1996, pp. 69-70
Come il Padre…, vol. III, Sacerdoti e… vittime


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