Albert Vanhoye

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da Come il Padre ha amato me...
365 pensieri per l'anno sacerdotale
(Raccolta per autore)


Albert Vanhoye


Battezzati e ministri
Un dinamismo d'amore
Nuova idea di sacrificio
Rito ed esistenza


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Battezzati e ministri

Il sacerdozio battesimale e quello ministeriale devono andare insieme. Quando esercitiamo il nostro ministero, dobbiamo anche offrire noi stessi in unione con l'offerta di Cristo. Per le nostre persone il sacerdozio battesimale è più importante del sacerdozio ministeriale. Il sacerdozio ministeriale è un dono di Cristo alla Chiesa, un dono meraviglioso; non è una realtà che ci appartenga personalmente, non è qualcosa che aumenti il nostro valore personale, ma il modo in cui offriamo noi stessi, come ogni credente è chiamato a offrire se stesso, questo è per noi, personalmente, la cosa più importante.
Bisogna aggiungere che per noi questo esercizio del sacerdozio battesimale prende una forma specifica: quella della carità pastorale. Il sacerdozio battesimale è sempre esercizio della carità, ma per noi la carità pastorale è l'aspetto specifico di questo esercizio. Sacerdozio battesimale e sacerdozio ministeriale devono essere uniti nella nostra vita.

Accogliamo Cristo nostro Sommo Sacerdote, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2008, pp. 175-176
Come il Padre…, vol. I, Uomini di Dio per il tempo di oggi

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Un dinamismo d'amore

I pastori non sono separati dal gregge, ne fanno parte, soggetti come sono, anch'essi, a tutte le esigenze della vocazione cristiana. Il loro ministero non li autorizza affatto a formare una casta a parte; anzi, li pone a servizio della comunione in mezzo a tutti.
Quanto al sacerdozio comune, sarebbe alterarlo il ridurlo alla pratica di un culto individuale (...). Poiché il culto cristiano consiste nel trasformare il mondo per mezzo della carità divina, suo compito principale è di stabilire e di favorire la comunione. Unendosi con una vita d'amore al movimento dell'offerta di Cristo, il popolo sacerdotale mette in atto un dinamismo d'amore che si propaga nel mondo e lo trasforma progressivamente. Questo compito, è chiaro, ha più rapporto con un'attività mediatrice che con le offerte rituali concepite alla maniera del culto antico. Sta di fatto però che non è attuabile senza la mediazione sacerdotale di Cristo, e questa non può essere accolta se non si manifesta. Onde l'esigenza di un ministero, nel quale si rende visibile e operante.

Sacerdoti antichi e nuovo sacerdote, Elledici, Leumann (Torino) 1990, p. 243
Come il Padre…, vol. II, Fratelli tra i fratellii

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Nuova idea di sacrificio

L'interpretazione sacrificale della morte di Gesù si imponeva sempre più alla fede, perche si rivelava necessaria per esprimere il valore profondo dell'evento. Ma riflettendovi sopra ci si accorgeva che essa coinvolgeva una rielaborazione completa dell'idea del sacrificio. Invece di una cerimonia rituale, effettuata con sangue di animali, si aveva da fare con un avvenimento terribilmente reale della storia umana, nel quale Gesù aveva impegnato tutto il suo essere d'uomo nella via dell'obbedienza a Dio e del dono di se stesso ai suoi fratelli, fino alla morte.
In un tale "sacrificio" non era stata ritualmente "santificata" una vittima animale, ma era l'uomo stesso che in Gesù era stato trasformato, e ciò da più punti di vista insieme: egli era stato elevato a una nuova relazione con Dio, nella gloria, e aveva acquistato allo stesso tempo una nuova capacità di comunione con gli altri uomini. Così si era attuata la nuova Alleanza.

Sacerdoti antichi e nuovo sacerdote, Elledici, Leumann (Torino) 1990, pp. 239-240
Come il Padre…, vol. IV, Con Gesù crocifisso e risorto

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Rito ed esistenza

Lo sviluppo di una cristologia sacerdotale (Eb) e l'abbozzo di una ecclesiologia sacerdotale (1Pt) (...) rivela un cambiamento profondo nel modo di intendere il culto e il sacerdozio: invece di mettere in primo piano l'espressione rituale, ci si è fatti attenti, prima di tutto, alle realizzazioni esistenziali.
Il sacerdozio di Cristo non si è attuato in una cerimonia, ma in un evento, l'offerta della sua stessa vita.
Il sacerdozio della Chiesa non consiste nel celebrare cerimonie, ma nel trasformare l'esistenza reale aprendola all'azione dello Spirito Santo e agli impulsi della carità divina. Da questo punto di vista, specificamente cristiano, i ministri ordinati sono al servizio del sacerdozio comune e non viceversa.

Sacerdoti antichi e nuovo sacerdote, Elledici, Leumann (Torino) 1990, p. 242
Come il Padre…, vol. IV, Con Gesù crocifisso e risorto


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